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Maschera di Bellezza, Botulino

Fu il dott. A. Scott che, nel 1970, alla ricerca di rimedi e soluzioni per curare lo strabismo, iniziò a trattare i propri pazienti col botulino. È da allora che viene impiegato per la cura di diverse patologie. Solo negli ultimi anni, il botulino è stato autorizzato per trattamenti relativi alle rughe del volto.

Con l’inevitabile trascorrere del tempo, le rughe sono un nemico contro il quale scontrarsi; si formano per le variazioni interne del nostro organismo e per altri svariati fattori ambientali. Inoltre, tra le principali cause, non va trascurato il continuo movimento della muscolatura mimica che permette i quotidiani movimenti e le espressioni, che sollecitano di continuo i muscoli facciali. Le rughe perciò caratterizzano il nostro volto influenzando la valutazione caratteriale e quella anagrafica.

I solchi dell’espressione sono causati dalla continua, ma normale contrazione della muscolatura mimica; ciò comporta una progressiva alterazione ed il conseguente invecchiamento dell’incarnato. Per attenuare tali inestetismi, i trattamenti oggi proposti sono molteplici: lifting, filler, peeling, rivitalizzanti e, solo recentemente, con sempre maggior successo il botulino.

Essa viene prodotto da un batterio, il Clostridium Botulinum. Il suo principale effetto è quello di bloccare il rilascio di acetilcolina, ovvero di quella sostanza rilasciata dai nervi, fondamentale per far contrarre i muscoli del volto. Pertanto, la riduzione di queste contrazioni, riduce le rughe dovute all’espressione.

La maschera:
La maschera al botulino è composta da una parte solida in polvere, che viene mischiata con una parte liquida. Nella soluzione liquida, sono presenti vari principi attivi tra i quali anche un esapeptide simil-botulino. E’un’alga bruna che aumenta la sintesi di elastina, di fibronectina e di collagene; allo stesso tempo controlla e riduce il ruolo della proteinasi. Questo comporta una riduzione della profondità delle rughe e, realizzando un’attività tonificante, previene l’invecchiamento cutaneo. Inoltre, con effetti rilassanti, interviene sulla formazione delle rughe e regola la produzione di catecolamine.

Trattamento:
L’applicazione della maschera avviene sul viso appena deterso. Il medico, è in grado di valutare e suggerire se il trattamento va eseguito con un peeling per assottigliare eventualmente l’epidermide e favorire la penetrazione dei principi attivi.

La maschera resta applicata al viso per quaranta minuti; in questo lasso di tempo, il suo meccanismo occlusivo, permette ai principi attivi di restare a contatto con la pelle, penetrando in profondità. La maschera viene quindi rimossa e sul volto viene applicata una lozione vitaminizzata riossigenante. Per rafforzare la condotta terapeutica, si applica sul viso una crema specifica. La maschera si applica generalmente per ¾ volte, una volta la settimana e in seguito una volta ogni due mesi.

A chi si rivolge:
Questo trattamento è consigliato a tutte le persone che hanno una pelle con evidenti segni di invecchiamento. L’applicazione può essere tranquillamente ripetuta ed il medico può consigliare impianti di filler o ciò che risulta più utile.

I vantaggi:
Rispetto all’iniezione del botulino, i vantaggi che derivano dall’applicazione della maschera sono notevoli. Evitando le iniezioni non si verificano gonfiori e lividi, inoltre il trattamento è decisamente più soft.
I risultati sono ottimali in quanto la maschera agisce anche sulle zone impossibili da trattare con le iniezioni, come palpebre e labbra.

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Consigli per creare un curriculum creativo, con buon senso

Parlare della relazione tra curriculum e creatività non fa rima con ghirigori, eccessi e disordine mentale. Si tratta, in cambio, della ricerca di una soluzione ad un problema o ad una questione in modo non banale.

Questi consigli vi aiuteranno a creare un curriculum creativo, mantenendo un equilibrio tra fantasia, chiarezza, semplicità e personalità. In alcuni ambiti, meno formali, inviare un curriculum creativo, con una struttura meno limitante come quella standard del formato europeo, può essere un modo per far fermare l’occhio di bue proprio su di voi.

Organizzare un cv in modo creativo vuol dire scegliere una struttura che vi rappresenti, utilizzando un’impaginazione personalizzata dal punto di vista grafico, che possa avvalersi di grafici, font diversi, colori, immagini nel modo che vi piace di più. Sono necessarie però alcune regole per non sfociare in un agglomerato senza forma di notizie poco identificabili.

  1. Raggruppate tutte le informazioni che ritienete utili da comunicare, in particolare le informazioni anagrafiche, i dati di contatto, il ruolo professionale, le esperienze professionali e di formazione, le competenze specifiche, le lingue conosciute.
  2. Scegliete un tema o uno stile e mantenetelo per tutto il documento.
  3. Organizza i contenuti attraverso elenchi puntati cercando di non scrivere frasi troppo lunghe.
  4. Presentatevi con una breve descrizione iniziale prima di elencare tutte le informazioni sul vostro conto.
  5. Inserite elementi grafici o piccoli simboli dove utile, per esempio per indicare il tuo livello di conoscenza di una lingua o di un programma, e trasmetterlo in modo immediato.
  6. Utilizza non più di due font differenti, di dimensioni leggibili. Al bando Comic Sans.
  7. Evitate di sottolineare le parole o di metterle in grassetto troppo spesso.
  8. Inserite sempre la vostra foto. Un’immagine appropriata e non sgranata.
  9. Non utilizzate troppi elementi grafici per la paura di essere troppo semplice. Quello che non va bene è la banalità. La semplicità invece gioca a favore del candidato: less is more.
  10. Fate riferimento ad alcuni tratti della vostra personalità o dei vostri hobby per fornire una prospettiva più ampio su ciò che siete e su quello che potete apportare ad un determinato ambiente di lavoro.
  11. Mettetevi subito all’opera con il vostro curriculum creativo perché prima di realizzare la versione giusta ci sarà da scrivere e appiccicare, riscrivere e smontare.
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La mia opinione su The Good Wife – Stagione 07 Episodio 06

“I thought Trump would self-destruct, so what do I know?”

THE NSA IS BACK!

Ora, ditemi, con tutta la sincerità di questo mondo, che altro show di alta qualità, che resta tale, vi fa vedere video di capre che ridono? Di The Good Wife ce n’è solo uno. Lunga vita!

Partiamo proprio dal ritorno dell’NSA, quella storyline che è stata protagonista per tanto tempo, ci ha regalato tante risate, ci ha fatto desiderare il loro lavoro, ci ha fatto rendere conto che possono davvero esistere persone così stupide. Ritorneremo a parlarne negli altri episodi sicuramente, perciò andiamo avanti.

Eli Gold non demorde e vuole distruggere Ruth, ma ha dei problemi e questi si chiamano tutti Alicia Florrick. Sebbene non siano proprio best buddies, c’è un grande rispetto reciproco e non può farle una carognata simile. Confido nel fatto che risolva la situazione in altro modo, che la faccia pagare a Peter (peggior marito di sempre. La corruzione era sua idea, WTF), magari facendogli perdere persino il lavoro da Governatore! Non ditemi davvero che ha possibilità di vincere, perché è impossibile che quest’uomo vinca tutto, mentre la nostra Alicia ci teneva ad un solo ruolo e lo ha perso grazie alla corruzione del partito.

Il siparietto del paragone con Obama era divertentissimo, così come il ventilatore e le battute di Alicia. In occasioni come queste,

mi piace persino con Peter.

(Negherò per sempre di averlo pensato e scritto.)

Iniziano anche i primi dubbi su Jason, che continua con il suo sorrisino ad uccidermi. Il segreto è fuori con Lucca, ma lei non ne è tanto ossessionata quanto Alicia, che secondo me indaga più per curiosità personale che per altro. Mi piacciono da morire le risposte enigmatiche che le da, si vede quanto Alicia voglia scrutarlo, capirci di più, ma tace. Gatta ci cova!

Il caso della settimana non era poi così interessante, ma il ritorno di uno dei miei giudici preferiti, oltre che vedere un altro avvocato singolare, non è mi dispiaciuto affatto.

Alla LAL, è tempo di assunzioni per giovani avvocati, ma le cose di complicano quando tutti hanno opinioni divergenti e una giovane di colore si sente discriminata. Mi sono sentita malissimo per Diane, che ha davvero lottato per assumerla, ma purtroppo la gentilezza che cercava di darle, non ha avuto l’effetto sperato. Ho sperato fino all’ultimo che si rivolgesse ad Alicia, ma chissà se non lo farà in futuro!

In generale, la puntata è stata bellissima, continuando questa scia di episodi che sono piacevolissimi. Ogni lunedì è migliore con The Good Wife.

Voto: 9+