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Ho Guardato il Film di Death Note. E me ne sono pentito.

L’amor di cronaca ci porta spesso a fare delle scelte opinabili. Molto opinabili.
La curiosità mi ha spinto a viaggiare, praticare sport estremi, mangiare piatti disgustosi, iniziare serie tv che trasudavano mediocrità. Così, quando Netflix ha annunciato di voler pubblicare il tanto discusso film di Death Note, non mi sono tirato indietro.
Schivando gli ululati dei puristi del genere ho provato a liberarmi dallo snobismo elitario che marchiava il tentativo di riadattamento come blasfemia.
Mi sono armato di pop corn, buona volontà e di mancanza di aspettative.
Avevo una totale e incondizionata fiducia, mosso da un ottimismo tanto spinto da sfociare nell’ingenuità. Netflix non mi aveva mai deluso.
Fino a quel momento.
Ora, pur volendo accettare gli inevitabili tagli che comporta una trasposizione di un intero anime in un film, pur volendo restare indifferenti alla discutibile scelta dei personaggi, il film è un disastro.
Vediamo insieme il perché, mentre cerco di rimettere insieme i pezzi infranti del mio cuore da nerd.

Ryuk cercasi

riuk sul comodino
riuk sul comodino

Ryuk è certamente uno dei personaggi più amati del manga. Dalla sua prima, sconcertante apparizione, è lui che fa cadere la prima tessera di quel domino intricato che è la trama di Death Note.
Nel film, nonostante la somiglianza estetica con lo shinigami del manga, la sua presenza rimane limitata ad un’ombra inquietante e indifferente, per vederlo dovevo rivolgere lo sguardo all’action figure che ho sul comodino. Bocciato.

PS: A proposito, se sei interessato alla mia action figure, sappi che io l’ho acquistata in questo negozio www.actionfigurestore.it/

Light è un sadico gore addict

Lo ammetto. Sono il primo fan degli horror insensatamente sanguinolenti. Ho guardato e riguardato tutti i Final Destination abbastanza volte da vergognarmene.
Ma qui, il sangue, non c’entrava nulla.
Light non è un sadico torturatore. Nel manga emerge il suo senso di giustizia, la causa scatenante di tutte le numerosissime morti. Scordatevi la morte per infarto, firma caratteristica e pulita del modus operandi di Kira. E preparatevi a teste mozzate con scale, cadaveri sanguinolenti e gore da horror di serie B. Non ci siamo.

Elle

Non ci sono parole per rendere giustizia allo scempio che hanno operato sul personaggio più amato della serie. Lasciamo per un momento le inutili polemiche sulla scelta dell’attore.
Il vero problema è tutto il resto.

Dimenticatevi del genio freddo e razionale di cui vi eravate innamorati. Elle è un ragazzino impulsivo, piagnucolone e impaurito. L’unica caratteristica che conserva del personaggio originale è il modo in cui si accovaccia. Ne avremmo fatto volentieri a meno.

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La mia opinione su The Good Wife – Stagione 07 Episodio 06

“I thought Trump would self-destruct, so what do I know?”

THE NSA IS BACK!

Ora, ditemi, con tutta la sincerità di questo mondo, che altro show di alta qualità, che resta tale, vi fa vedere video di capre che ridono? Di The Good Wife ce n’è solo uno. Lunga vita!

Partiamo proprio dal ritorno dell’NSA, quella storyline che è stata protagonista per tanto tempo, ci ha regalato tante risate, ci ha fatto desiderare il loro lavoro, ci ha fatto rendere conto che possono davvero esistere persone così stupide. Ritorneremo a parlarne negli altri episodi sicuramente, perciò andiamo avanti.

Eli Gold non demorde e vuole distruggere Ruth, ma ha dei problemi e questi si chiamano tutti Alicia Florrick. Sebbene non siano proprio best buddies, c’è un grande rispetto reciproco e non può farle una carognata simile. Confido nel fatto che risolva la situazione in altro modo, che la faccia pagare a Peter (peggior marito di sempre. La corruzione era sua idea, WTF), magari facendogli perdere persino il lavoro da Governatore! Non ditemi davvero che ha possibilità di vincere, perché è impossibile che quest’uomo vinca tutto, mentre la nostra Alicia ci teneva ad un solo ruolo e lo ha perso grazie alla corruzione del partito.

Il siparietto del paragone con Obama era divertentissimo, così come il ventilatore e le battute di Alicia. In occasioni come queste,

mi piace persino con Peter.

(Negherò per sempre di averlo pensato e scritto.)

Iniziano anche i primi dubbi su Jason, che continua con il suo sorrisino ad uccidermi. Il segreto è fuori con Lucca, ma lei non ne è tanto ossessionata quanto Alicia, che secondo me indaga più per curiosità personale che per altro. Mi piacciono da morire le risposte enigmatiche che le da, si vede quanto Alicia voglia scrutarlo, capirci di più, ma tace. Gatta ci cova!

Il caso della settimana non era poi così interessante, ma il ritorno di uno dei miei giudici preferiti, oltre che vedere un altro avvocato singolare, non è mi dispiaciuto affatto.

Alla LAL, è tempo di assunzioni per giovani avvocati, ma le cose di complicano quando tutti hanno opinioni divergenti e una giovane di colore si sente discriminata. Mi sono sentita malissimo per Diane, che ha davvero lottato per assumerla, ma purtroppo la gentilezza che cercava di darle, non ha avuto l’effetto sperato. Ho sperato fino all’ultimo che si rivolgesse ad Alicia, ma chissà se non lo farà in futuro!

In generale, la puntata è stata bellissima, continuando questa scia di episodi che sono piacevolissimi. Ogni lunedì è migliore con The Good Wife.

Voto: 9+